Il legame fra le principali banche italiane e le società del settore fossile

In Italia ci sono alcune delle principali compagnie fossili mondiali, come Eni, Enel o Snam.
Lo sviluppo di nuovi giacimenti e la costruzione di altri gasdotti tuttavia non potrebbe avvenire se non ci fosse il sostegno finanziario di banche come UniCredit e Intesa Sanpaolo.
Dalla firma dell’accordo di Parigi ad oggi, Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno finanziato le società fossili italiane con oltre 9,7 miliardi di euro.

Abbiamo analizzato questi flussi nell’approfondimento che oggi pubblichiamo con Re:common “Cambiamento climatico S.P.A“.

Per darvi un’idea dell’impronta climatica che  questi due big del settore creditizio e finanziario italiano raggiungono con simili “investimenti”, basti pensare che Intesa Sanpaolo emette 35 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, una quota praticamente superiore a tutte le centrali a carbone d’Italia, mentre Unicredit arriva a 37 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, una cifra superiore a quella del comparto agricolo italiano.
Nei prossimi mesi il ruolo delle banche, chiamate a veicolare i fondi messi a disposizione dal governo per rilanciare l’economia, sarà davvero cruciale: un motivo in più per smettere di finanziare chi alimenta la crisi climatica e puntare finalmente su una ripresa green e responsabile!





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