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Europa © Istockphoto Frank MeyerLa crisi che stiamo affrontando è un momento cruciale per l’Europa e per i nostri paesi. La crisi sanitaria che ha provocato tante vittime si è già trasformata in una gravissima crisi economica con importanti conseguenze sia sull’occupazione che sul benessere delle persone.
I cosiddetti Recovery Plan, i piani che rendono disponibili fondi consistenti per combattere l’emergenza sanitaria, contrastare la disoccupazione e sostenere le piccole imprese europee, sono solo una prima fase: certamente in futuro saranno necessarie altre risorse.

La crisi che stiamo affrontando ha messo in evidenza i limiti del modello di produzione e di consumo che, fino ad oggi, hanno caratterizzato la nostra economia e la nostra società. Questo modello ha amplificato le diseguaglianze sociali, ha messo a repentaglio la nostra salute e ha condotto il clima e la nostra biodiversità sull’orlo del baratro.
È arrivato il momento di procedere ad un cambiamento radicale e rapido delle nostre economie per farle diventare più verdi, più eque e più capaci di resilienza rispetto alle crisi future.

Mentre si sta dando priorità agli interventi per fronteggiare l’emergenza nel sistema sanitario pubblico, sono messi in campo strumenti pubblici per il rilancio, in questi tempi difficili, dell’economia, per evitare l’emorragia milioni di posti di lavoro e dare sostegno alle persone, specialmente le più vulnerabili.
Ma modo che con cui risponderemo a questa crisi determinerà il successo o il fallimento della lotta contro il cambiamento climatico, contro la perdita di natura, la pervasività dell’inquinamento e della disoccupazione e per creare condizioni di una vita salubre per tutte e tutti

La UE e i governi degli Stati Membri devono dimostrare, quindi, capacità di leadership e lungimiranza, facendo in modo che tutti gli investimenti pubblici siano finalizzati ad accelerare la transizione verso un’economia giusta, resiliente e sostenibile, rafforzando l’European Green Deal per rendere disponibili maggiori risorse.
Per questi motivi ci appelliamo ai leader europei perché definiscano su scala europea e nazionale dei Sustainable Recovey Plans. Il che, in particolare vuol dire:

  • Mettere il benessere delle persone al centro della risposta alla crisi, fornire benefici sociali e proteggere i diritti dei lavoratori attraverso una “Giusta Transizione” per tutte e tutti;
  • Attuare pienamente e dare impulso al Green Deal europeo per ri-convertire l’economia in modo da riportare il benessere al centro del progetto europeo, proteggere le persone da crisi come quella del COVID-19 e affrontare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità su scala europea, nazionale e internazionale. Rafforzare e dare seguito all’attuazione degli obiettivi, delle strategie e delle  normative  previste  nell’ambito del Green Deal europeo, dedicando una particolare attenzione alla dimensione sociale;
  • Subordinare il sostegno alle aziende dei settori ad alto contenuto di carbonio e di altri settori potenzialmente inquinanti (come l’agricoltura intensiva)  al loro allineamento con agli obiettivi ambientali e climatici: non favorire  salvataggi di industrie non redditizie o inquinanti che non hanno futuro nell’economia di domani;
  • Istituire un Fondo dotato di risorse adeguate finalizzato ad una ripresa dell’economia che sia sostenibile  ed equa  grazie all’uso di tutti gli strumenti finanziari europei  ricompresi  innanzitutto nel  Quadro Finanziario Pluriennale – opportunamente  adeguato e  con  programmi di spesa dedicati a destinare almeno il 50%  a clima e biodiversità -, ma anche prevedendo nuovi fondi, l’uso virtuoso del Meccanismo Europeo di Stabilità e i cosiddetti “eurobond”;
  • Guidare gli investimenti pubblici e privati durante tutta la fase di ripresa delle nostre economie utilizzando la tassonomia dell’UE per accelerare la trasformazione dai settori inquinanti a quelli verdi e, analogamente, chiedere che la Banca europea per gli investimenti allinei le sue politiche di prestito agli obiettivi dell’European Green Deal entro la fine del 2020.

“Noi sosteniamo le ragioni dei molti appelli che sono circolati in Europa a sostegno del green recovery promossi da: i Governi di 17 Paesi della UE, Membri del Parlamento europeo, il Club di Roma, scienziati, organizzazioni non governative, esponenti del mondo delle imprese, della politica, delle aziende del settore energetico e molti altri. Anche il Consiglio europeo ha richiamato l’esigenza di un economic recovery plan  che ricomprenda la transizione verde”, si legge nella petizione che le più importanti associazioni hanno promosso una petizione europea a sostegno di questa azione comune sulla piattaforma WeMove.eu.

Si può sottoscrivere l’appello a QUESTO LINK>>

L’Appello è promosso dalla coalizione europea di Associazioni “Green Seven”, che vede in  prima fila il WWF, e ricomprende anche: Transport & Environment (T&E); BirdLife Europe; Greenpeace European Unit; Friends of the Earth Europe; Climate Action Network (CAN) Europe; European Environmental Bureau (EEB).





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